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Relations
19.03.2026
Con la UNI/PdR 180:2026 la parità di genere diventa una variabile misurabile delle politiche pubbliche
Nei rapporti con le PA si profila un vantaggio competitivo per le imprese che riusciranno a valorizzare il proprio impegno concreto per la gender equality.
La pubblicazione della ‘Valutazione di impatto di genere delle misure legislative e dei programmi di investimento ex-ante ed ex-post’, avvenuta il 10 febbraio 2026, rappresenta uno dei passaggi più significativi degli ultimi anni nel percorso di implementazione della parità di genere nelle politiche pubbliche italiane. Si tratta di una ‘Prassi di Riferimento’ (PdR) per le Pubbliche Amministrazioni alle quali fornisce una metodologia strutturata per valutare l’impatto di genere di tutte le politiche poste in atto, sia prima che dopo la loro emissione. Non un obbligo legislativo, dunque, quanto un riferimento tecnico che fornisce raccomandazioni e requisiti, e il cui recepimento ha carattere volontario. Con la UNI/PdR 180:2026, in ogni caso, la parità di genere da tema ‘etico’ diventa sempre più una variabile economica misurata e valutata in base all’impatto prodotto. Generando la prospettiva, nei rapporti con le PA, di un vantaggio competitivo per le imprese in grado di attestare il proprio impegno concreto per la gender equality.
