01.07.2025
Idee
Il paradosso delle politiche ESG: l’essere sempre più riconosciute ancora non cancella le diffidenze
È necessario procedere con decisione verso l’adozione di criteri omogenei per rendere i parametri di sostenibilità aziendali misurabili, verificabili e comparabili. Una linea di sviluppo auspicata e condivisa da Coopservice che ha ottenuto da ente terzo l'Asserzione Etica conforme alle norme ISO/IEC 17029:2019 e ISO/TS 17033:2019 (Environmental, Social, Governance) e secondo gli Standard GRI.

La standardizzazione delle valutazioni ESG è necessaria alla loro credibilità 

Certo, passi avanti ne sono stati fatti, soprattutto nell’ambito dell’Unione Europea, ma l’adozione di una piena standardizzazione o, perlomeno, di una crescente omogeneità dei criteri di misurazione dei risultati ESG conseguiti dalle aziende rimane un risultato da raggiungere. Un obiettivo fortemente auspicabile perché la fissazione di linee guida chiare ed uniformi è essenziale per migliorare la trasparenza e la fiducia nelle metriche di valutazione delle attività di impresa in riferimento alle ricadute sull’ambiente, alla responsabilità sociale e all’eticità delle pratiche di governance.   

Lo scetticismo verso le rendicontazioni ESG alimentato dai casi di ‘greenwashing’ 

Per contro, in assenza di parametri universalmente riconosciuti, ciò che avviene è che le aziende utilizzano metodologie diverse per valutare e rendicontare le proprie performance rendendo difficoltosa la verificabilità dei risultati dichiarati e, conseguentemente, la loro comparabilità. In tal modo non si favorisce il superamento delle voci critiche che alimentano lo scetticismo e la diffidenza nei confronti dei report ESG cui hanno certamente contribuito i casi di ‘greenwashing’ venuti a galla, il cui clamore è stato direttamente proporzionale alla notorietà dei marchi aziendali coinvolti. 

Con la Direttiva (CSRD) dell’Unione Europea la rendicontazione ESG diventa un obbligo 

Ciò non toglie che, come si diceva, negli ultimi anni si siano registrati passi avanti nella direzione di una migliore definizione e chiarezza dei parametri di riferimento e quindi della verificabilità dei dati autodichiarati. Alle consolidate linee guida GRI si è sovrapposta la dinamica delle politiche della Unione Europea che con la Direttiva Corporate Sustainability Reporting (CSRD) del 2022 ha fissato un percorso di step successivi per estendere progressivamente l’obbligo di rendicontazione all’universo delle imprese di grande e media dimensione/patrimonializzazione. 

ESRS, i primi standard comuni europei per le informative di sostenibilità 

Così, con la pubblicazione della Direttiva CSRD e la successiva adozione (31 luglio 2023) della prima serie di standard comuni europei sulla sostenibilità, gli European Sustainability Reporting Standard (ESRS), il quadro si è meglio delineato anche se non ancora in modo esaustivo. Tra le tematiche più dibattute il concetto, centrale, della ‘doppia materialità’ il quale comporta sia l’identificazione degli impatti ‘materiali’ generati dai processi aziendali sull’ambiente e la società (c.d. Impact Materiality) che, invertendo l’ottica, l’incidenza che le tematiche di sostenibilità possono avere sull’andamento dell’impresa e sulla sua situazione economico-finanziaria (Financial Materiality).

La necessità di omogenizzazione dei criteri per valutare al meglio i tanti vantaggi delle azioni ESG 

Passi avanti verso la chiarezza e la standardizzazione, dunque. Ma non ancora sufficienti a debellare la diffidenza che aleggia intorno ad una tematica che è sempre più centrale nelle moderne strategie aziendali: uno scetticismo, quello sull’accuratezza e l’affidabilità delle dichiarazioni ESG, che si rende necessario quanto prima superare in vista dei vantaggi, ormai universalmente riconosciuti, dell’adesione alle azioni di sostenibilità. Non si tratta, come noto, solo delle ricadute in termini ambientali e sociali ma anche dei benefici soggettivi quali il miglioramento della redditività, l’incremento della corporate reputation (con il portato della fiducia degli stakeholder e della fedeltà dei dipendenti), la mitigazione dei rischi, l’attrattività verso i migliori talenti professionali, tutte condizioni che pongono le basi per il successo a lungo termine dell’azienda. 

La continuità dell’impegno di Coopservice per aderire all’evoluzione dei framework di riferimento 

La non ancora compiuta standardizzazione delle valutazioni ESG non può però rappresentare un alibi per le aziende che intendono affrontare con serietà e tempestività le sfide della sostenibilità. Per questo negli ultimi 2 esercizi il Report Integrato di Coopservice ha recepito i più aggiornati standard introdotti dalla legislazione europea in forte anticipo rispetto agli obblighi previsti. Il Report risulta così redatto e pubblicato sia nella versione ‘consolidata’ secondo gli standard GRI che nella modalità ‘aggiornata’, incorporando i criteri ESRS. Una scelta volontaria di immediato avvicinamento alla nuova Corporate Sustainability Reporting Directive nell’ottica di migliorare la trasparenza e la comparabilità delle informazioni fornite agli investitori, agli stakeholder e alle comunità di riferimento.

Coopservice ha ora conseguito da Ente terzo l'Asserzione Etica delle informative ESG prodotte 

Nelle scorse settimane, inoltre, è stato rilasciato a Coopservice dall'Ente terzo QS Hellas l'Asserzione Etica conforme alle norme ISO/IEC 17029:2019 e ISO/TS 17033:2019
(Environmental, Social, Governance) e secondo gli Standard GRI
per il periodo di rendicontazione 2023. Coopservice ha conseguito un rating di conformità pari a 80,04% che indica una rendicontazione delle informative superiore alla media.

Si tratta nello specifico di una 'Dichiarazione di verifica’ delle informative prodotte in riferimento ai processi di sostenibilità intrapresi per la realizzazione dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. L’attestazione ha comprovato che le informative aziendali riferite alle azioni intraprese sono conformi, da un lato alle normative ISO (ISO/IEC 17029:2019 e ISO/TS 17033:2019) che rendono verificabili le ‘Asserzioni Etiche’ e, dall’altro, formulate nel rispetto degli standard GRI, ovvero il framework attualmente ancora più diffuso al mondo per la rendicontazione della sostenibilità delle organizzazioni. 

Aggregatore Risorse

L’impatto dell’AI sulle aziende e la società: una rivoluzione ancora in mezzo al guado
Idee
02.09.2026
L’impatto dell’AI sulle aziende e la società: una rivoluzione ancora in mezzo al guado
I risultati di report e indagini sull’Intelligenza Artificiale prodotte a livello europeo e nazionale concordano sulla rilevazione di un mutamento epocale che, tra grandi opportunità e crescenti timori, attende di essere compiuto. L’Italia, pur all’avanguardia sul versante normativo, è in ritardo sia nell’implementazione aziendale che nell’utilizzo quotidiano dei cittadini.
I risultati di report e indagini sull’Intelligenza Artificiale prodotte a livello europeo e nazionale concordano sulla rilevazione di un mutamento epocale che, tra grandi opportunità e crescenti timori, attende di essere compiuto. Il filo comune che lega le diverse analisi è infatti che lo sviluppo dell’AI procede a grandi passi, ma in modo diseguale, e non ancora nel senso di integrare compiutamente le tecnologie nei processi aziendali, riorientando compiutamente l’organizzazione del lavoro così da generare un reale incremento di produttività. Ecco perché, in questo contesto, assume centralità il reskilling e l’upskilling della forza lavoro, con lo sviluppo di attitudini e competenze che pongano le persone in condizione di utilizzare le applicazioni AI in modo efficace e responsabile. Poiché lo scenario più probabile e comunque da perseguire non è una sostituzione massiva del lavoro umano, bensì una crescente collaborazione tra persone e sistemi intelligenti.
Quella via ‘Open’ all’innovazione che attrae sempre di più le aziende italiane
Idee
11.05.2026
Quella via ‘Open’ all’innovazione che attrae sempre di più le aziende italiane
Una ricerca del Politecnico di Milano ne traccia le caratteristiche e la diffusione. L’esempio dell’Innovation Team di Coopservice, citato nel Libro Bianco dell’Innovation Management
Una ricerca pubblicata sul portale Osservatori.net, hub degli Osservatori sulla Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, attesta la crescente proiezione delle maggiori aziende italiane verso l’innovazione – 4 grandi imprese su 10 sono dotate di una Direzione Innovazione - ponendosi anche come guida introduttiva alla specifica dimensione dell’Open Innovation. Si tratta di un modello di ricerca e sviluppo imperniato, oltre che sulle risorse interne, soprattutto sulla contaminazione con strumenti e competenze provenienti dall’esterno: università, istituti di ricerca, startup, fino ad arrivare alle collaborazioni con altre aziende. Una direzione seguita anche da Coopservice, il cui Team Innovazione – già citato quale esempio virtuoso nell’edizione 2024 del Libro Bianco dell’Innovation Management – ha sottoscritto contratti di collaborazione con diversi Dipartimenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia per lo sviluppo di ricerche che vengono poi esaminate e validate in pubblicazioni scientifiche.
Coopservice ottiene la certificazione UNI 13549 per la qualità dei servizi di pulizie sanitarie
Idee
19.02.2026
Coopservice ottiene la certificazione UNI 13549 per la qualità dei servizi di pulizie sanitarie
Si tratta dello standard internazionale di riferimento per la misurazione e la verifica delle prestazioni dei servizi professionali di cleaning
Dopo la conformità ISO 14067 per la sostenibilità del ciclo di vita del cleaning ospedaliero, un nuovo riconoscimento documenta il grado di eccellenza delle pulizie professionali in ambito sanitario targate Coopservice: la certificazione UNI EN 13549:2003 per la valutazione oggettiva e strutturata della qualità delle attività di pulizia e sanificazione. Un requisito premiante sempre più richiesto nei contratti pubblici e nel facility management che si traduce nella garanzia di livelli di performance e qualità ottimali, oltre che in una migliore gestione e trasparenza dei contratti e delle verifiche grazie alla validazione fornita da un ente terzo. Per questo la certificazione 13549 rappresenta un driver strategico importante, consentendo di differenziarsi rispetto alla concorrenza e di accrescere continuamente il grado di soddisfazione da parte della committenza.