25.06.2019
Idee
La carica emozionale dell’impresa: comunicare i valori di Coopservice
Oggi le aziende sono chiamate a curare la propria brand image, o immagine di marca, per mostrare ai consumatori il lato umano, coinvolgendoli nelle attività e generando fiducia. In che modo si esprime la personalità di un’azienda? Vediamo come valori, emozioni e trasparenza hanno guidato il restyling grafico di Coopservice.

Il coraggio di migliorare e di narrare

La nozione di brand image si sviluppa intorno al concetto di relazione tra pubblico e impresa, quel rapporto che le aziende coltivano con l’obiettivo di ottenere un’immagine positiva agli occhi del proprio pubblico di riferimento. 

Le aziende che conquistano il successo sono quelle che hanno il coraggio di essere trasparenti e riescono a raccontare i propri valori differenziandosi dalla concorrenza. Non è facile per i brand uscire dalla propria comfort zone e aprirsi al pubblico, poiché questo comporta elogi ma anche esporsi a critiche. Come agire? Ci sono due punti da tenere presente quando un’azienda decide di intraprendere un percorso di comunicazione con i propri consumatori:

  • esprimere la passione per il proprio prodotto o servizio, premessa per aprire un canale emozionale con i propri clienti,
  • sorprendere il cliente.

Comunicare con le parole giuste, alle persone giuste, nel momento giusto è il paradigma che guida la narrazione dell’azienda. Chiunque può farlo? Entrando nel merito, gli esperti del settore affermano che per raccontare la storia del brand è importante conoscere a fondo la visione, la missione e il manifesto di intenti. Dar voce a una azienda è un compito arduo che richiede competenze e conoscenze sia narrative, sia visive.

Brand identity e coordinamento grafico

Occuparsi della brand identity significa curare gli elementi grafici e comunicativi, aiutare e guidare il consumatore nel formare la percezione del brand e nutrire la reputazione aziendale.

Con reputazione si intende la percezione profondamente emotiva dalla quale scaturisce il gradimento e di conseguenza il successo di un brand.

Un elemento determinante è il logo, parte del design grafico, da applicare alla comunicazione visiva del brand – dai contenuti digitali, alle business card dei propri dipendenti, alla carta intestata. Il logo racconta il brand visivamente, è il simbolo che lo identifica e come ogni elemento risponde a dei criteri precisi, deve essere: 

  • riconoscibile,
  • riproducibile,
  • memorizzabile,
  • deve rappresentare la personalità dell’azienda.

Rebranding: alcuni esempi di successo

Dalla sua nascita Nike ha cambiato più volte il suo logo, il cosiddetto “swoosh” di Nike uno dei simboli più famosi e riconoscibili del mondo. Il logo nasce dalla necessità di valorizzare le nuove scarpe da calcio – il modello “Nike” – della Blue Ribbon.  

Qui vi mostriamo le ultime due versioni.

Immagine: La carica emozionale dell’impresa: comunicare i valori di Coopservice

1985

Immagine: La carica emozionale dell’impresa: comunicare i valori di Coopservice

Oggi

Coop, la prima cooperativa di consumo, nasce a Torino nel 1954. Dalla nascita ad oggi il logo ha subito ben cinque rebranding, per rispondere al bisogno di  adeguare la propria identità visiva alle moderne tecniche di comunicazione. 

Nel 2005 l’ultimo restyling: il logotìpo è inscritto in una figura rossa a forma d’occhio.

Immagine: La carica emozionale dell’impresa: comunicare i valori di Coopservice

1954

Immagine: La carica emozionale dell’impresa: comunicare i valori di Coopservice

2005

Il nuovo logo di Coopservice

Il logo di Coopservice nasce nel 1991 al momento della fondazione della nuova cooperativa. Ha accompagnato la crescita dell’azienda in questi 28 anni di attività e si è diffuso nel mercato dei servizi integrati di facility, facendosi apprezzare e riconoscere sulle divise degli operatori e sugli automezzi in servizio.

Il contesto e le condizioni dei mercati sono cambiate, così come è cambiata Coopservice. Per questo motivo abbiamo deciso di rinnovare l’immagine per renderla più attrattiva, distintiva e contemporanea, mantenendo però un forte legame con i valori: 

  • la centralità delle persone e l’identità cooperativa, 
  • la propensione all’innovazione,
  • la sostenibilità ambientale e la responsabilità d’impresa.

Dall’unione di questi elementi è scaturito il nuovo brand che ha l’ambizione di raccontare l’essenza di Coopservice: persone di valore, capaci di progettare soluzioni innovative per rispondere efficacemente ai bisogni dei clienti, ricercando una sempre maggiore sostenibilità ambientale e sociale.

Il nuovo brand sarà presentato durante l’Assemblea Generale dei Delegati per l’approvazione del bilancio prevista in data 29/06/2019 al Forum Monzani di Modena

Immagine: La carica emozionale dell’impresa: comunicare i valori di Coopservice

1991

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2019

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11.05.2026
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Una ricerca pubblicata sul portale Osservatori.net, hub degli Osservatori sulla Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, attesta la crescente proiezione delle maggiori aziende italiane verso l’innovazione – 4 grandi imprese su 10 sono dotate di una Direzione Innovazione - ponendosi anche come guida introduttiva alla specifica dimensione dell’Open Innovation. Si tratta di un modello di ricerca e sviluppo imperniato, oltre che sulle risorse interne, soprattutto sulla contaminazione con strumenti e competenze provenienti dall’esterno: università, istituti di ricerca, startup, fino ad arrivare alle collaborazioni con altre aziende. Una direzione seguita anche da Coopservice, il cui Team Innovazione – già citato quale esempio virtuoso nell’edizione 2024 del Libro Bianco dell’Innovation Management – ha sottoscritto contratti di collaborazione con diversi Dipartimenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia per lo sviluppo di ricerche che vengono poi esaminate e validate in pubblicazioni scientifiche.
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Si tratta dello standard internazionale di riferimento per la misurazione e la verifica delle prestazioni dei servizi professionali di cleaning
Dopo la conformità ISO 14067 per la sostenibilità del ciclo di vita del cleaning ospedaliero, un nuovo riconoscimento documenta il grado di eccellenza delle pulizie professionali in ambito sanitario targate Coopservice: la certificazione UNI EN 13549:2003 per la valutazione oggettiva e strutturata della qualità delle attività di pulizia e sanificazione. Un requisito premiante sempre più richiesto nei contratti pubblici e nel facility management che si traduce nella garanzia di livelli di performance e qualità ottimali, oltre che in una migliore gestione e trasparenza dei contratti e delle verifiche grazie alla validazione fornita da un ente terzo. Per questo la certificazione 13549 rappresenta un driver strategico importante, consentendo di differenziarsi rispetto alla concorrenza e di accrescere continuamente il grado di soddisfazione da parte della committenza.
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Pur in una fase storica in cui il mondo è attraversato da gravi tensioni geopolitiche e in cui il Paese guida dell’occidente sembra arretrare su tutti i fronti dell’impegno ecologico, il percorso verso un nuovo modello di sviluppo incentrato sulla sostenibilità, nonostante tutto, procede. Se infatti non ci si ferma alla superficie o alla contingenza degli accadimenti e si analizzano i dati risultanti da indagini su scala globale comprendiamo che siamo, questo sì, nel pieno di un enorme cambiamento la cui portata è tale da obbligarci a cercare gli strumenti per governarlo, anziché subirlo. Pena, l’inevitabile perdita di competitività di chi non si adatta alle nuove condizioni. Per capirne di più ci viene in aiuto l’ultimo numero della newsletter ‘Pratica’ della società di consulenza Life Gate, il quale individua 7 orientamenti strategici della sostenibilità per il 2026 in grado di delineare alcuni punti di riferimento per le decisioni e la programmazione delle aziende.