29.08.2019
Persone
Congedo per papà: perché richiederlo fa bene alla famiglia
Il congedo parentale in seguito a una nascita, un’adozione o un affidamento non è un diritto soltanto della madre, ma anche del padre del nuovo arrivato. I motivi per richiederlo sono diversi e riguardano il benessere personale, di coppia e del bambino stesso.

Congedo parentale per papà: la storia legislativa

Nel 2012 il Governo italiano ha introdotto anche nel nostro Paese il congedo parentale per papà, ovvero qualche giorno di riposo retribuito per gli uomini a cui nasce un figlio. La stessa legge, ovvero la legge n.92 del 28 giugno 2012, fa distinzione tra il congedo obbligatorio e il congedo facoltativo. Il primo consiste in giorni di permesso retribuito (che sono passati dai due del 2012 ai cinque nel 2019), il secondo invece consente al padre lavoratore (anche in caso di adozioni e affidamenti) di usufruire di due mesi di congedo.

Nel 2016, la legge di bilancio di fine anno ha concesso il congedo obbligatorio anche ai padri adottivi e affidatari (e non solo ai genitori naturali). Inoltre, il Parlamento europeo ha recentemente approvato una serie di disposizioni miranti ad affermare la centralità della figura paterna e l’importanza del rapporto genitore-neonato anche lato maschile, e invita i governi dei paesi europei ad aumentare a 10 il numero di giorni del congedo paterno obbligatorio.

Il Governo italiano ha tre anni di tempo per adeguarsi a queste disposizioni. Ciò significa che dal 2022 anche i neo padri italiani potranno godersi più tempo a casa col nuovo arrivato.

Ma perché è importante richiedere il congedo parentale per papà? I motivi non sono solo quelli ovvi (possibilità di riposarsi dallo stress del nuovo arrivo e di stare vicino alla mamma, bisognosa di aiuto), ma ce ne sono altri che riguardano il benessere dell’intera famiglia.

Gli uomini che passano tempo da soli con il figlio diventano padri migliori

Un importante studio della Bar Ilan University, importante istituzione accademica israeliana, ha dimostrato come passare del tempo a prendersi cura del bambino permette alle madri di sviluppare dei veri e propri percorsi neurali nel cervello che le rendono più sensibili agli stimoli emotivi nei loro figli.

Ma lo studio non si è fermato qui e ha dimostrato come la stessa identica cosa succede anche per i papà. Insomma, qualunque sia il ruolo all’interno della famiglia, passare del tempo a prendersi cura da soli del proprio bambino consente di diventare “fisicamente” dei genitori migliori.

Stesso trattamento sul posto di lavoro

Dare la possibilità agli uomini di richiedere il congedo parentale è anche un ottimo modo per aumentare l’uguaglianza tra i sessi sul posto di lavoro. Uno studio svedese ha dimostrato che una donna che torna prima al lavoro perché può lasciare il bambino a casa con il padre, in futuro aumenterà i suoi guadagni del 7% rispetto a chi non riesce a farlo.

Considerando anche il fatto che il mondo del lavoro sta cambiando e l’occupazione femminile è in crescita, il congedo parentale per papà è sicuramente uno strumento d’aiuto al genere femminile.

Più equilibrio tra le mura domestiche

Le conseguenze sulla parità dei sessi, però, non si limitano al posto di lavoro. Il congedo parentale paterno rende più egualitario anche il rapporto all’interno della famiglia stessa: non si può essere considerati uguali nella società se prima non è raggiunto questo traguardo in casa.

Benefici per i bambini

Infine, anche i bambini della famiglia possono godere dei benefici del congedo di paternità poiché possono passare più tempo insieme ai propri genitori e il padre può essere più coinvolto nei processi di crescita del proprio figlio in età infantile, un periodo cruciale per la definizione della personalità del bambino.

Infatti, si è evidenziato come i figli che passano molto tempo con il proprio padre tendono a essere più felici, più sani, hanno un miglior rendimento scolastico, una maggiore autostima e meno problemi comportamentali.

Il futuro del congedo parentale paterno

Insomma, i benefici per la famiglia del congedo di paternità sono evidenti e in Coopservice siamo felici di aver registrato un aumento del 278% delle richieste di ore di permesso da parte dei padri rispetto all’anno precedente.

Un risultato che testimonia come sono sempre di più i papà che richiedono l’astensione per paternità, a dimostrazione di un desiderio crescente dei padri di vivere pienamente un momento così importante e delicato per la famiglia.

Aggregatore Risorse

Se le aziende decidono di diventare ‘menopause-friendly’
Persone
27.03.2025
Se le aziende decidono di diventare ‘menopause-friendly’
Oltre al generation mix un’altra conseguenza dell’allungamento dell’età lavorativa è la necessità di gestire le mutate condizioni biologiche delle lavoratrici
Perché un’azienda dovrebbe seriamente considerare l’impatto che la menopausa può avere sulle donne che vi lavorano, ponendola come parte integrante delle proprie politiche di ESG ed in particolare dei programmi di Diversity & Inclusion? La risposta è molto semplice e difficile da confutare: con l’allungamento dell’età pensionabile le donne lavoratrici over 50 permangono al lavoro per un numero superiore di anni, affrontando quindi per un tempo più lungo le conseguenze connesse alla menopausa. Attivare iniziative specifiche a sostegno di questa condizione contribuisce, pertanto, alla salute delle dipendenti e, più in generale, alla creazione di un ambiente di lavoro positivo e produttivo. Menopausa e andropausa non devono essere considerati dei tabù e nemmeno sottovalutati, inducendo le aziende ad attivarsi per offrire iniziative di welfare e benessere organizzativo diversificate in relazione all’età.
La grande opportunità del Generation Mix
Persone
11.03.2025
La grande opportunità del Generation Mix
4 generazioni convivono sul luogo di lavoro: oltre le differenze, un patrimonio che può generare positive contaminazioni e crescita collettiva.
L’aumento dell’età media dei lavoratori, conseguente al progressivo innalzamento dell’età pensionabile, porta con sé una novità nel panorama lavorativo destinata ad assumere caratteri strutturali: per la prima volta nelle aziende e nelle organizzazioni possono convivere 4 generazioni diverse. Va da sé che ognuna di esse si caratterizza per valori, esigenze e aspettative distinte, ma, al di là delle difficoltà, le differenze anagrafiche costituiscono un patrimonio di competenze e vissuti che attende di essere capitalizzato, rappresentando uno stimolo per creare ambienti di lavoro più inclusivi e produttivi. Ad oggi dai Baby Boomer alla Generazione Z, passando attraverso la GenX e i Millenial, si salta a piè pari oltre mezzo secolo di mutamenti culturali e di vorticosa evoluzione tecnologica. Un altro mondo, si direbbe, che però non si traduce in incompatibilità. Al contrario, le insopprimibili differenze vanno considerate un punto di partenza gravido di inaspettate potenzialità.
Coopservice conforma il proprio processo aziendale di Diversity e Inclusion Management ai requisiti della ISO 30415:2021
Persone
11.02.2025
Coopservice conforma il proprio processo aziendale di Diversity e Inclusion Management ai requisiti della ISO 30415:2021
Lo standard internazionale rappresenta una guida sulla Diversity & Inclusion per le organizzazioni, la Governance, il Board, i collaboratori e gli stakeholder
Si tratta della norma internazionale che delinea un framework Diversity & Inclusion nell’ambito della gestione delle risorse umane, fornendo una serie di linee guida e di best practice per creare un ambiente di lavoro più equo e inclusivo attraverso la valorizzazione delle differenze individuali di ogni lavoratore. Per Coopservice l’adesione ai valori e agli standard DEI, ai quali è dedicata una specifica funzione manageriale, è legata in modo inscindibile alla propria natura cooperativa e alle caratteristiche della forza lavoro: su 13.000 persone occupate il 62% sono donne e circa 1.000 hanno meno di 30 anni. Il 10% ha cittadinanza straniera e quasi il 30% è nato fuori dall’Italia con provenienza da 108 Paesi diversi.