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Perché sempre più aziende optano per la certificazione B-Corp

b-corp

Di 3 Novembre 2020

Un salto di qualità rispetto al semplice riconoscimento di Società Benefit

Il nuovo capitalismo dovrà essere ‘sostenibile’

Alla luce degli sconvolgimenti innescati dai cambiamenti climatici, a cui si sovrappone l’emergenza sanitaria in atto, trova riscontro in un numero crescente di studi e ricerche la previsione di un imminente radicale mutamento dell’assetto dei mercati e della finanza mondiali.

In tale contesto si riconosce pienamente il ruolo dell’imprenditoria nella costruzione di un nuovo modello di sviluppo improntato alla responsabilità sociale e alla sostenibilità ecologica e ambientale, le quali, lungi dal potersi considerare parole vuote a uso delle brochure aziendali, sono destinate a divenire fattori sempre più decisivi per la competitività aziendale.

Nell’ambito di questa  concezione di un nuovo capitalismo le Benefit Corporation, Società Benefit per l’ordinamento italiano, costituiscono il riconoscimento giuridico di una visione di impresa più adeguata ai mutamenti epocali in corso nel nuovo millennio.

Benefit Corporation e B-Corp non sono la stessa cosa

Se le Società Benefit si configurano dunque quali forma riconosciuta di aziende che, nel proprio statuto, alla tradizionale missione di generare utili per i propri azionisti aggiungono il perseguimento di finalità di interesse generale, assumono invece la definizione di ‘B-Corp’ (Certified B Corporation) le imprese che ottengono la specifica certificazione rilasciata dall’ente no-profit internazionale B Lab, attestazione che contraddistingue le aziende che volontariamente decidono di soddisfare i più elevati standard al mondo di responsabilità sociale e sostenibilità ambientale.

I termini ‘Benefit Corporation/Società Benefit’ e ‘B-Corp’, spesso sovrapposti o accomunati nella vulgata corrente, rappresentano dunque due realtà distinte: l’esistenza delle prime (riconosciute giuridicamente) non è vincolata a una specifica certificazione, mentre per contro le B-Corp (che sono tali in virtù di una certificazione e non di una qualifica giuridica) nel nostro Paese sono tenute a modificare il proprio statuto e trasformarsi in Società Benefit per potere mantenere la certificazione.

Che cosa è il B Impact Assessment

Qual è dunque il procedimento previsto per un’azienda che voglia fregiarsi dello status di B Corp? Significa prima di tutto sottoporsi a uno standard di misurazione, tarato su una scala da 0 a 200 punti e denominato “B Impact Assessment” (BIA), che permette di verificare se e quanto si stia ponendo realmente attenzione ai propri ‘impatti’ economici, sociali e ambientali.

Più in generale il processo di certificazione è articolato in 3 fasi :

  • Auto-Compilazione di un questionario
  • Validazione del certificatore
  • Firma della Dichiarazione di Interdipendenza

Le 3 fasi della procedura per diventare una B-Corp

La raccolta dei dati avviene attraverso la compilazione di un questionario online: per ottenere la certificazione è necessario ottenere un punteggio uguale o superiore a 80.

Se si raggiunge o supera tale soglia si avvia una seconda fase, detta di validazione, in cui l’aspirante B-Corp deve produrre all’ente certificatore la documentazione che comprovi quanto dichiarato nel questionario. Lo strumento copre tutti gli ambiti di attività dell’azienda e misura, oltre al beneficio indotto sulla generalità dal prodotto o servizio offerto, gli impatti positivi nelle aree di governance aziendale, risorse umane, comunità, ambiente, clienti. 

In caso di esito positivo dell’attività di verifica, per diventare una B Corp è infine necessario firmare la Dichiarazione di Interdipendenza.

Questo atto è una presa di coscienza della connessione tra le persone, le natura, i comportamenti e le conseguenze sia a livello globale che all’interno dell’azienda stessa. Attraverso di esso l’impresa sottoscrive la consapevolezza che per poter sopravvivere e prosperare nel tempo è fondamentale avere cura gli uni degli altri, prendendosi la responsabilità di garantire il benessere dell’ambiente e delle comunità in cui si opera a beneficio delle generazioni future. 

Una volta superati tutti gli step, l’azienda può fregiarsi del titolo acquisito utilizzando sui prodotti e per le proprie comunicazioni il brand ‘Certified B Corp’, impegnandosi ad aggiornare il proprio BIA ogni 2-3-anni.

Il valore aggiunto di una B-Corp 

Se è vero che non esiste per le Società Benefit l’obbligo di certificazione, è però innegabile che l’ottenimento dello status di B-Corp comporta un valore aggiunto per l’azienda, in quanto essa, come detto, attesta di soddisfare i più elevati standard possibili di performance sociale, ambientale ed economica.

Questo facilita l’espletazione degli adempimenti obbligatori (ad esempio la reportistica) ordinariamente in capo alle Società Benefit e soprattutto si traduce in un notevole vantaggio reputazionale, con ciò incrementando la capacità di attrarre giovani talenti e rafforzando considerevolmente il proprio potenziale competitivo nell’ambito delle mutate caratteristiche dei mercati del nuovo millennio.

Si prenda quale semplice esempio Warby Parker, azienda statunitense produttrice di occhiali, che nel 2015 fu scelta come ‘Most Innovative Company’ scalzando colossi come Apple, Samsung e Google.

Questa impresa, all’epoca certificata B-Corp, si è assunta l’impegno per ogni occhiale venduto di donarne uno per persone bisognose nei Paesi in via di sviluppo.

In 10 anni dalla sua fondazione Warby Parker ha saputo così donare (e quindi preventivamente vendere) più di 7 milioni di occhiali, generando un volano reputazionale che ha trainato i risultati economici aziendali.

Merita poi di essere segnalato quale ulteriore elemento interessante indotto dalla certificazione B-Corp la possibilità di avvalersi di un protocollo (SDG Action Manager) finalizzato a misurare i progressi dell’azienda nel fornire il proprio contributo all’attuazione dei 17 Sustainable Development Goal dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. 

Le B Corp nel mondo e in Italia

Nato nella prima decade del 2000, quando negli Stati Uniti alcuni imprenditori decisero che era giunto il momento di promuovere una radicale evoluzione del capitalismo in direzione di una maggiore attenzione alle ricadute sociali delle attività di impresa, il movimento delle B-Corp nel mondo conta a oggi 3585 aziende certificate in 71 Paesi  e 150 settori diversi.

Sono complessivamente 120.000 le imprese che, anche se non certificate, utilizzano lo strumento del BIA per misurare le proprie performance generali.Nel nostro Paese si è assistito negli ultimi anni ad un progressivo incremento della loro presenza, incremento che il ‘The B Book 2020’ per l’Italia definisce “il più veloce in Europa” e che oggi attesta ad oltre 100 il numero di B-Corp tricolori.

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